Controllo di gestione: serve davvero spendere migliaia di euro oggi? Parliamone tra colleghi

intelligenza artificiale Jul 30, 2026

C'è un genere di serata che, prima o poi, capita a quasi tutti noi. Ti iscrivi a un webinar gratuito "sul controllo di gestione", ti prometti di seguirlo distrattamente mentre finisci altre cose, e dopo alcune ore ti ritrovi lì davanti allo schermo, a domandarti cosa sia successo esattamente alla tua serata.

A questo punto ho voluto analizzarne uno. L'ho seguito tutto e l'ho trascritto integralmente. Poi l'ho fatto analizzare da un'intelligenza artificiale, riga per riga, così da avere non una percezione, ma un dato oggettivo. Voglio raccontartelo, perché credo dica qualcosa di utile su noi dentisti e sul modo in cui, a volte, deleghiamo il nostro interesse a chi fa più scena.

Cosa c'era davvero dentro quelle ore

Te lo dico con i numeri della trascrizione, non con la memoria.

Più della metà del tempo era storytelling e vendita spesso urlati (non so perchè bisogna urlare in un webinar a mò di "amici ararara") . Il fatturato del relatore, la verità che va detta anche quando fa male, l'invito ripetuto a iniziative per promuovere il webinar sui social. Tutto legittimo, per carità, è un mestiere anche quello, ma è vendita, non formazione.

Il resto , la parte tecnica vera , si riduceva a concetti che trovi nei manuali di economia aziendale più elementari: rivedere il piano dei conti, distinguere costi fissi e variabili, calcolare il margine operativo lordo, costruire un budget, distinguere il budget dalla cassa... Contenuti corretti, sia chiaro, ma è esattamente ciò che un buon commercialista fa già, o che sta scritto in qualsiasi testo introduttivo di controllo di gestione.

E poi la parte operativa, quella che dovrebbe "cambiarti la vita": scaricare dei file di calcolo da compilare con i tuoi numeri. (sic)

Il conto della serata

A questo punto ti presentano un workshop di due giornate che costerebbe diverse migliaia di euro, ma che ti offrono a poche centinaia di euro. Subito però riducono tale prezzo a meno della metà di quanto appena richiesto... del tipo "siori e siore mi voglio rovinare".

Per cosa, esattamente? Per due giornate dal vivo e per dei file di calcolo da riempire a mano. Un collega mi ha raccontato che i percorsi e le consulenze successive salgono su cifre a quattro–cinque zeri: è la sua testimonianza, non un dato che ho potuto verificare nel webinar, e come tale la riporto. Ma anche fermandoci alle poche centinaia di euro quel prezzo è la parte piccola del conto.

La parte grande è invisibile e la paghiamo noi. Sono le ore di webinar, più le giornate dal vivo. Per un dentista, due giornate lavorative sottratte allo studio non sono "tempo libero": sono mancato guadagno reale, poltrone ferme, pazienti non trattati. Se fai due conti sul valore-ora della tua agenda, scopri che la voce di costo più pesante di tutta l'operazione non compare da nessuna parte nella slide dei prezzi.

La domanda scomoda: ma tutto questo, oggi, serve davvero pagarlo?

Qui arriva il punto che mi preme, e lo dico da collega a collega.

Dopo quel webinar ho preso il mio bilancio e l'ho fatto analizzare all'intelligenza artificiale. In pochi minuti ho ottenuto una lettura riclassificata, l'individuazione delle voci anomale e alcune domande precise da portare al mio commercialista. Con quelle domande sono andato da lui parlando con cognizione di causa. Non da cliente passivo che subisce i numeri, ma da proprietario di una attività che chiede di chiarirli.

Nessuna slide motivazionale. Nessuna "offerta valida solo stasera".

E soprattutto: i file da compilare a mano sono la versione preistorica del problema. Oggi, parlando a una IA senza scrivere una riga di codice, un collega può arrivare a un'analisi di bilancio semi-automatica, a un cruscotto che si aggiorna, perfino ad alert che segnalano quando un indicatore esce dai binari. Non è fantascienza riservata a dei programmatori: è descrivere ciò che ti serve, a parole e farselo costruire.

Dei file statici da compilare, un costo per l'iscrizione contro un sistema che ti parla e ti avvisa, costruito da te. Detta così, la scelta si commenta da sola.

Perché ci provano proprio con noi

Una riflessione che ti offro senza cattiveria, perché è più interessante della semplice critica.

Chi arriva da fuori a "portare il metodo imprenditoriale" nel nostro mondo, spesso, il nostro mondo non lo conosce affatto. Nella trascrizione i dentisti compaiono in un elenco di categorie insieme a bar, palestre, pasticcerie e imprese di pulizia: siamo una riga in una lista, non una realtà approfondita e compresa.

C'è un fenomeno psicologico documentato che spiega bene la faccenda. Kruger e Dunning, in uno studio del 1999, hanno mostrato che chi ha scarsa competenza in un ambito tende a sovrastimare la propria capacità in quell'ambito, proprio perché gli manca la competenza necessaria per accorgersi dei propri limiti. Praticamente meno si conosce l'odontoiatria i suoi margini reali, i costi di gestione, la gestione dei collaboratori clinici e del personale, il rapporto con il paziente, più si è convinti di poterla "sistemare" con nove step buoni per qualsiasi azienda. Del resto, chi è sicuro di essere l'unico sveglio nella stanza, raramente si accorge di essere quello che ha meno compreso la realtà attorno a sé.

Noi quella realtà la viviamo tutti i giorni. E questo è  il nostro enorme vantaggio rispetto a queste persone.

La strada che stiamo percorrendo insieme

Molti colleghi hanno già fatto un primo passo: hanno smesso di delegare a chi non conosce la nostra realtà. Hanno iniziato dalle agenzie di comunicazione, imparando a gestirla in autonomia con gli strumenti giusti, per poi smettere di consegnare anche i numeri personali a consulenti che ci trattano come chi è appena sceso dal pero.

L'autonomia è il vero obiettivo del DAG (Dentalligenza Artificiale Group)rendere il dentista indipendente in modo da evitare consulenti inutili. Non impariamo a "usare un software" e nemmeno a compilare l'ennesimo Excel: impariamo a parlare all'intelligenza artificiale, per costruirci da soli le analisi, le automazioni e i monitors che oggi qualcuno vorrebbe venderci a peso d'oro. Con un vantaggio che nessun aziendalista di passaggio potrà mai avere: i sistemi li realizziamo basandoci su come funziona davvero il nostro studio dentistico, perché lo studio siamo noi.

Il controllo di gestione serve, eccome. Riclassificare, leggere i margini, distinguere l'utile dalla cassa: sono cose che ogni titolare dovrebbe padroneggiare. Ma "servire" e "perdere tempo e soldi con chi non ci conosce" sono due cose molto diverse.

La prossima volta che ti invitano a una serata che "cambierà la tua vita professionale", fatti una domanda semplice: quello che stanno per vendermi, oggi, lo posso chiedere direttamente all'IA ?

Sempre più spesso, la risposta è e tutto questo nel DAG lo condividiamo tra colleghi, tra persone che conoscono benissimo la propria professione.

Il futuro non appartiene a chi possiede il file più sofisticato. Appartiene a chi riesce a trasformare i dati in decisioni migliori. E oggi, grazie all'Intelligenza Artificiale, al DAG e alla sua community di colleghi, questa possibilità è finalmente alla portata di ogni dentista.

 Riproduzione riservata

dr. Tiziano Caprara

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